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Diverse foglie di cavolo nero, 200 g. fagioli secchi, 2 patate, 3 pomodori maturi, un ciuffo di spinaci, 2 zucchine, prezzemolo, basilico, diverse foglie di bietola, 2 coste di sedano, una grossa cipolla, 3 carote, pane toscano ben raffermo,olio, sale, pepe. |
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Storia
Questa zuppa si chiama ribollita perché in origine erano i resti di una qualsiasi zuppa di magro riscaldati il giorno dopo in un tegame di coccio, cosparsi in superficie di finissime fettine di cipolla, pepe nero ed olio d’oliva. Si ritirava dal fuoco e si serviva calda senza formaggio. Oggi una delle ribollite più diffuse è quella di cui diamo la ricetta.
Preparazione
Insaporite nell’olio un bel battuto di cipolla, una carota, una costa di sedano e prezzemolo; lasciate soffriggere ed aggiungete le restanti verdure tagliate finemente, sale e pepe. Fate cuocere lentamente ed aggiungete acqua se occorre. Verso fine cottura aggiungete i fagioli precedentemente lessati, una metà interi, il resto passati. In una pentola di coccio alternate strati di fettine sottili di pane con la zuppa. Lasciate riposare a lungo: è preferibile consumare la ribollita il giorno dopo. Prima di servire la ribollita, mettetela sul fuoco rimestando in modo da amalgamare pane e verdure. Si consiglia di servire con 2 giri d’olio, possibilmente nuovo, e guarnite a piacere con fettine di cipolla rossa.
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Azienda Agricola info@lamirandolanelchianti.com
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